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FONDAZIONE DAL 1920

una storia da raccontare...


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AMBIENTI

Gli ambienti, sani e gradevoli, sono dotati di tutti i comfort, anche per i disabili. Gli ambienti comuni facilitano la socializzazione e la vita di comunità. La cucina serve cibi freschi e menu personalizzati in base alle varie esigenze e diete, per un'alimentazione varia ed equilibrata.
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CAMERE

Le camere, singole o doppie, sono confortevoli e complete di tutti gli accessori. La manutenzione è costante, al fine di garantire la pulizia quotidiana e ambienti sani. Gli spazi comuni sono facilmente raggiungibili dalle camere, anche per gli ospiti non autosufficienti. Comodità, positività e un clima familiare fanno sentire gli ospiti come a casa.
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ANIMAZIONE

Un programma settimanale con incontri e feste per favorire l'integrazione e garantire ore di spensieratezza a tutti gli ospiti. Tutte le attività di animazione si integrano con quelle sanitarie assistenziali al fine di attivare l'interesse per una vita sociale viva e positiva.
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DONAZIONI

La donazione è un gesto di altissimo valore civile, è un aiuto concreto, ed ha lo scopo di dotarci di strumenti e risorse per migliorare la vita degli anziani e facilitare il gravoso compito degli operatori e degli stessi volontari che ogni giorno ci aiutano. Chi aiuta gli altri aiuta se stesso, alimenta il valore della solidarietà e del progresso sociale e culturale.
 
BIOGRAFIA

Maria Grazia Barone


“Di tutto il mio patrimonio, dispongo che venga istituita nella città di Foggia, un'opera pia per dare assistenza agli anziani e ai bisognosi”. Con queste parole, Maria Grazia Barone ha segnato una pietra miliare nella storia del capoluogo dauno. E' l'8 maggio del 1900 quando la nobildonna foggiana, moglie del Marchese Giacomo Celentano, già Sindaco di Foggia negli anni successivi all'unificazione del Regno, fa il suo testamento.
Prima di cinque figli, Maria Grazia Barone, nasce nel 1844, in vico San Giuseppe, nel cuore dalla città storica, dall'amore della mamma Gaetana d'Ayala Valva e del papà Alessio Barone, anche lui Sindaco della città, perseguitato dal governo borbonico, prima dell'unificazione.
Una figura eclettica, appassionata di musica, a cui si dedica nello studio dell'arpa, strumento che ha fatto da colonna sonora della vita familiare. Spinta dall'animo caritatevole e dalla formazione a vocazione cristiana, Maria Grazia Barone dedica la sua vita ai suoi concittadini più poveri e disagiati, attraverso azioni di vita quotidiana e di solidarietà, in un momento storico in cui l'assistenza ai foggiani bisognosi avviene solo attraverso opere di carità privata.
Rimasta vedova, senza figli, Maria Grazia Barone, con accurata attenzione nei dettagli e precisione certosina, decide di fare testamento, nel quale lascia tutta la sua notevole proprietà terriera ad una fondazione da costituire per gli anziani poveri della sua città natale.

Nel testo, Maria Grazia Barone, descrive le finalità della fondazione da costituire.
Affidata alle cure delle “Suore dei Poveri”, la Fondazione dovrà avere il compito di soccorso a domicilio e il ricovero dei poveri, oltre alla realizzazione, nei locali della Fondazione, di una mensa gratuita giornaliera per le famiglie povere, l'accoglienza delle trovatelle e delle orfane, con il diritto di rimanere nell'Istituto e, in caso di matrimonio, godere di una dote. Precisa, inoltre, che il patrimonio della Fondazione dovrà arricchirsi ogni anno delle rendite accumulate e che si dovrà costruire l'edificio soltanto quando le rendite lo consentiranno, affinché non vada intaccato il capitale.
Nei 18 anni successivi alla volontà di donare tutti i suoi averi ai concittadini più bisognosi, Maria Grazia Barone non modificherà il documento e così il 9 novembre del 1918, giorno della sua morte, a Napoli, il testamento diventa esecutivo.
Oggi, a 170 anni dalla sua nascita, vogliamo ricordare Maria Grazia Barone come la donna che ha dato vita ad un progetto di vita sociale che negli anni è stato punto di riferimento per i cittadini foggiani.

 

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